Dal 2008 Dornbracht si occupa degli sviluppi

attuali in materia di design, architettura e arte

nell’ambito della serie di dibattiti Dornbracht

Conversations (abbreviati con DC). In occasione

della mostra ONE ON ONE alle Kunst­Werke

di Berlino, Dornbracht ha presentato nel dicem­

bre 2012 la quarta edizione delle DC. Il tema?

“Public Intimacy”. I partecipanti al tavolo,

Carolyn Christov­Bakargiev, Susanne Pfeffer e

Jeremy Shaw, hanno discusso con Charlotte

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Klonk sulla perdita di intimità e sulla rivisita­

zione di tale concetto, sulla percezione e sulla

comunicazione nel campo minato della sfera

pubblica e privata.

La moderatrice Charlotte Klonk ha introdotto

il tema classificando i concetti “privato” e

“pubblico” in un’ottica storico­sociale. Inizial­

mente si legava al privato il settore dell’econo­

mia domestica, solo da poco la sfera privata

viene interpretata anche come spazio intimo, a

detta di Klonk. Carolyn Christov­Bakargiev,

direttrice artistica di dOCUMENTA 2012, ha

messo in discussione la differenza tra privato e

pubblico – tale divergenza sarebbe un problema

della cultura occidentale. “Credo che una delle

maggiori sfide del nostro tempo sia capire il

Sé”, ha sottolineato Christov­Bakargiev.

Nell’insieme i partecipanti alla tavola rotonda

erano unanimi nel sostenere che oggi si attri­

buisce maggiore attenzione allo spazio privato

rispetto a quello pubblico, quindi le due sfere

attingono sempre l’una all’altra. La mostra

ONE ON ONE, curata da Susanne Pfeffer e

promossa da Dornbracht alle Kunst­Werke di

Berlino, è servita come perno ispiratore per

lanciare la tematica in modo convincente.

“La mia idea per ONE ON ONE si rifà alle

Chambres d’amis di Jan Hoet a Gent”, dichiara

Susanne Pfeffer. Nel 1986 la curatrice belga vi

ha esposto delle opere d’arte in appartamenti

privati e lo ha fatto anche alla Berlin Biennale

2006 nella Auguststraße. “Mi piaceva quest’i­

dea d’intimità. L’arte così diventa più diretta.”

Ma invece di “abbandonare” le Kunst­Werke,

Susanne Pfeffer ha proposto agli artisti di pro­

durre delle opere che fossero pensate solo per

un osservatore alla volta e che cercassero di

stabilire un dialogo diretto.

Nell’ambito di DC4, alla domanda su come

aveva trovato l’idea per la sua opera in ONE

ON ONE, l’artista Jeremy Shaw ha spiegato:

“Avevo due possibilità: creare la bellezza

dell’incontro silenzioso tra opera d’arte e os­

servatore, oppure approfittare dell’abbandonar­

si di qualcuno al mio lavoro. Ho optato per

quest’ultima.”

Per maggiori informazioni sulla

manifestazione Dornbracht Conversations 4

e sulla mostra ONE ON ONE

consultare il sito dornbracht.com/cultureprojects

I T

“ I believe that

one of the

greatest challenges

of our time

is to understand

the Self.”

Carolyn Christov­Bakargiev

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