Gli ausili tattili

L’orientamento per

ipovedenti e non-vedenti

Pensare un oggetto, un ambiente o un servizio adatto all’uso da

parte di chiunque significa accogliere non solo la persona con

disabilità, ma anche chi è un po’ più debole: i bambini, le mamme

in attesa, i malati, gli anziani e con loro tutte le persone che se ne

prendono cura.

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Healthcare Design

© Ponte Giulio

2021-22

Nell’uso dello stesso oggetto da parte di tutti c’è una sicura

opportunità di integrazione sociale, perché è pi

ù facile sentirsi

uguali quando si condividono gli stessi strumenti per crescere e

fare esperienze. Del resto questo concetto è espresso in modo

esemplare nelle linee guida del “Design for all”, secondo cui ogni

oggetto, ambiente e servizio alla persona deve essere studiato in

maniera tale da poter essere utilizzato dalla maggior parte degli

individui, a prescindere dalla loro età, capacità psicofisica o abili-

tà. Questa concezione di utilizzo universale implica tra l’altro im-

portanti risparmi economici e di utilizzo dello spazio disponibile.

Tra le persone deboli dobbiamo annoverare quelle con deficit vi-

sivi, per questo specifico gruppo di utenti Ponte Giulio ha scelto

di integrare nei propri prodotti dei “segnali tattili” che consenta-

no di individuare un punto di interesse o un luogo specifico all’in-

terno di un edificio dove si presuppone le persone con disabilità

visive siano in grado di muoversi con una certa autonomia.

Per fare questo si utilizzano profili, rilievi, spessori, distanze, spa-

ziature, specificamente studiati per consentire di riconoscere au-

tonomamente un determinato contesto.

Sebbene il sistema di orientamento e guida per non-vedenti,

ed ipovedenti, preveda quattro canali diversi, Ponte Giulio ha

adottato due di questi: le informazioni visive a forte contrasto

cromatico

per ipovedenti e le informazioni tattilo-manuali per

non-vedenti.